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  Callistrato [ ]
         


Gentile spettatore,
Lo spettacolo è finito.
Questo blog che non esiste
è chiuso.
L'ultima pagina è stata scritta.
Grazie infinite a tutti.
Un profondo inchino
Sipario.


Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto veniva aggiornato con periodicità... ma solo con cazzate. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001


9 novembre 2005

Il film della settimana: CHICKEN LITTLE. Ovvero: non serve misurargli la febbre, prima di tirargli il collo.

Film delle settimane precedenti: PartnerPerfetto.comThe legend of ZozzoGenesisL'impero dei LapoLa fabbrica di caccaBastardo dentroCinderella Man.Una ragione per scalareI giorni dell'abbandonoDeuceBigalow.Puritano in saldoLa TV dei morti viventiBorgheymanIl mio amico a quattro zampe - Sulle mie palle - La SamaritanaLa maschera di ceroneQuando sei nato non puoi più nasconderti - Inside Gola ProfondaTu devi essere il lupo - Nessun messaggio in segreteriaLe parole crociate - FaccedaCoolLa caduta.Gli ultimi capelli di Silvio




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8 novembre 2005

Medicina 33. "Prevenire è meglio che curare"

FOSFORO
Rappresenta il componente dei legami di fosfato ricchi di energia, ed è un elemento strutturale di ossa, denti e cellule.

 AZIONE FISIOLOGICA
Il fosforo è presente per l' 85% nel tessuto osseo e per il 15% nei tessuti molli e nei liquidi extracellulari. E' un elemento delle nucleoproteine e partecipa alla formazione di fosfolipidi, alla trasmissione intracellulare di messaggi ormonali, alla regolazione dell'equilibrio acido-base dei fluidi corporei. Il suo assorbimento intestinale è influenzato positivamente dalla vitamina D
FONTI ALIMENTARI
E' presente nei cereali, nelle verdure, nel latte, nelle carni bovine, nel pesce, nel pollame, nei legumi. La biodisponibilità del fosforo presente negli alimenti d'origine animale è superiore a quella dei vegetali.
FABBISOGNO
Una dieta equilibrata soddisfa il fabbisogno di fosforo. Il rapporto molare calcio/fosforo è di 1,3; quindi è da evitare una assunzione di fosforo troppo elevata rispetto a quella del calcio, perché sia l'escrezione che l'assorbimento sono strettamente correlati. Vengono raccomandati livelli di assunzione di fosforo corrispondenti ai livelli raccomandati per il calcio, ovvero: da 7 a 10 anni,1000mg/giorno e rimane tale fino all'età adulta; dopo i 30 anni la dose raccomandata è di 800mg/giorno.
CARENZE
In particolari condizioni cliniche di malassorbimento, di abuso prolungato di antiacidi capaci di legarsi al fosforo si può determinare una carenza di fosforo i cui sintomi sono: anoressia, turbe mentali, alterazioni della conduzione nervosa e dell'apparato muscolo-scheletrico. L'iperfosfatemia può presentarsi di conseguenza a un'insufficienza renale cronica, a ipertiroidismo grave, a sindromi emolitiche e può scatenare una crisi tetanica da ipocalcemia

...

"Fosforo bianco contro i civili"
Così gli Usa hanno preso Falluja

RaiNews24, 7/11/05




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7 novembre 2005

I banner, ridicoli gagliardetti ("Per aspera ad astra" - parte IV)

Io ho un’allergia a tutti i distintivi, di qualunque natura.
Persino durante il servizio militare mi dava fastidio portare la targhetta con il mio cognome. Se il tenente colonnello non sapeva chi fosse quel milite che incrociava per i corridoi, affari suoi. Io sapevo chi era lui, che si prendesse la briga di chiedere in giro, perdindirindina!
Ancora oggi, se vado in un’azienda dove all’ingresso ti danno immancabilmente il badge “visitatore”, io non ce la faccio ad applicarlo alla giacca, in bella vista.
Appena svoltato l’angolo, al riparo dallo sguardo del mastino della sicurezza, lo tolgo e me lo metto in tasca.  Perchè mai dovrei farmi identificare così, d'acchito, da tutti quegli sconosciuti che incontro nei corridoi, in ascensore e nelle toilette? Anzi, provo un perverso piacere, lo ammetto, a studiare i loro sguardi indagatori: sarà un collega nuovo? Un ispettore? Il mitico direttore generale che nessuno ha mai visto in faccia? Un kamikaze da stadio? Un talent scout di Amici della De Filippi?
Il punto è che il distintivo non ti identifica, ti annulla.
Prendiamo, per esempio, il caso di un promoter finanziario per una nota banca. Quella che ha per simbolo un simpatico rettile dalla lingua biforcuta. E mai logo fu più appropriato, col senno di poi, considerando i soci fondatori.
Quella spilletta, sul bavero della giacca, sarà la prima cosa che noteranno le persone che incontreranno il nostro consulente globale.
Tutta l’interazione tra il nostro e i suoi interlocutori, in modo più o meno percettibile, non potrà che avere come punto di partenza quella spilletta, che non è un’impressione come un’altra, ma un dato oggettivo, perchè è qualcosa che si vede, non che si intuisce, magari sbagliando.
Se poi questo sia un vantaggio o uno svantaggio naturalmente dipende dall’opinione precostituita che di quella spilletta hanno gli interlocutori.
Potrebbe essere un punto a favore; se l’interlocutore ama tantissimo quel tizio dello spot, con il sorriso da squalo e che traccia cerchi nella sabbia con un bastone; invece di andare a funghi, con quel bastone.
Oppure potrebbe essere un grande punto a sfavore; perchè il nostro promoter aveva solo bisogno di chiedere un’indicazione stradale.
Ma il passante, dopo il quinto per l’auto, il quinto per il mutuo, il quinto per la lavatrice che parla svedese, il quinto per ripagare il finanziamento con cui ha acceso gli altri quinti di finanziamento, temendo di venir persuaso a investire in un qualche fondo “Real Estate anche in Inverno” l’ultimo quinto di stipendio superstite, potrebbe rifiutarsi di rispondere; se non in presenza di un avvocato e di un commercialista. E tutto solo per dirvi dov’è "via Garibaldi Fu Ferito”.
Il distintivo, nella mia opinabile opinione, suona come un resa della propria personalità; si prende a prestito da altri una idea che si vuole sia immediatamente visibile agli sconosciuti ed in questo modo si toglie al lettore persino il gusto di scoprire, senza preconcetti, chi siate, cosa facciate e come la pensiate.
Il discorso è più complesso, lo so, e bisognerebbe forse includere, sotto la tipologia dei distintivi, anche le divise, per esempio... ma non è così; vi assicuro che i carabinieri si vestono tutti in quel modo per assomigliare all’Arcuri. E’ solo una moda insomma.
Ecco, i banner, né più né meno che l’equivalente web delle spille e dei distintivi in simil-oro, sono stati la prima caratteristica che mi è saltata agli occhi quando ho cominciato a sfogliare i blog.
E’ una cosa che proprio sfugge alla mia debole capacità di discernimento: viene data la possibilità di esprimere le proprie personali idee, qualunque esse siano, e si riempe il blog di banner; finendo così per dare, ammesso che non sia così, l’impressione di aderire incondizionatamente ad idee altrui.
Certo, si potrebbe dire che è chi legge ad essere prevenuto, se si spaventa di fronte ad una tale cornucopia di bandierine, simboli, slogan... e non si prende la briga di leggere che c’è scritto negli articoli.
Ma io ribalto l’argomento: se ci si prende la briga di assalire i propri lettori con l’esibizione preventiva di idee concentrate in un logo grafico, allora, evidentemente, si reputa quelle idee prevalenti su altre, altrimenti ci dovrebbe essere un banner su ogni argomento; e se quelle idee valgono molto più di altre... beh, ho già tutto quello che mi serve per farmi un’idea del blogger, no?
Insomma, tutte le volte che mi ritrovo, magari perchè incuriosito da un commento incrociato qua e là, ad incappare in uno di quei blog dove garriscono al vento bandiere e bandierine che nemmeno davanti al palazzo dell’ONU... spesso non leggo nemmeno gli articoli, e se li leggo, li leggo con occhio prevenuto, come quello di chi sta ad ascoltare un testimone di Geova che vi suona alle sette del mattino della domenica.
Perchè in qualche modo, magari sbagliando, per carità, sapete già dove andrà a parare; niente che non abbiate già sentito, niente di originale, niente che vi parli di lui, niente che vi possa stupire... sta solo, spesso fiaccamente, recitandovi a memoria il fascicoletto “La fine del mondo è vicina. Si prega di abbandonare la sala dalle uscite alle vostre spalle. Non spingete, grazie”
Ora, in questo percorso di destrutturazione del mio blog, mi accingo allora a togliere pure quei tre banner; mie personali creazioni però.
E così, togliendo questo e quello dal mio, finisco per dirvi quello che non mi piace dei vostri blog.
Ancora pochi pezzi da smontare, e saprete quale è il mio blog ideale.

Questo articolo fa parte di un mio percorso personale di destrutturazione ristrutturante del mio essere blogger, percorso che ha nome: “per aspera ad astra”. Alla fine di tale percorso mi prefiggo lo scopo di ottenere da voi la qualifica di “il più stronzo ma intelligente parolaio a vanvera dopo Giuliano Ferrara”. Altre propedeutiche puntate potrebbero seguire in attesa della madre di tutti i post, la cui data di pubblicazione non è nemmeno lontanamente prevedibile, essendo al momento solo pura materia grigia in putrefazione nella mia scatola cranica, ma di cui posso anticiparvi il titolo: “Il blog, una cagata pazzesca!”

Parte I - Parte II - Parte III




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